Thursday, February 23, 2012

FELTRI VS I GIOVANI DI OLSO

Posted by admin On luglio - 27 - 2011 ADD COMMENTS

Lunedì 25 luglio Feltri intitola cosi il suo articolo:”Quei giovani norvegesi incapaci di reagire - Cinquanta persone se si lan­ciano insieme sul killer hanno la possibilità di farlo a pezzi con le nude mani
E’ difficile scrivere qualcosa a riguardo, ci si chiede cosa sia giusto dire e cosa invece sia da tacere, per lasciare posto alla riflessione.
Anders Behring Breivik, vestito da poliziotto arriva in meeting di giovani su un’isola e comincia a sparare. Si è allenato per anni ha studiato tutto con cura. Le sue ultime vittime sono state uccise mentre tentavano di fuggire, ci sono foto che documentano un ragazzo ancora vivo nell’acqua fino alla cintola, con le mani giunte che implora pietà per non essere ucciso.Inutilmente.
Il suo avvocato lo definisce un uomo senza pietà, che nn prova nessun rimorso per quello che ha fatto alle vittime.
Questi sono i fatti. Questa è l’unica realtà che noi conosciamo. Noi sappiamo cosa si prova e che meccanismo scatta, nella testa e nel cuore, in un momento così terribile.
Quando si è spettatori a distanza di un avvenimento così, non dovrebbe essere facile giudicare o tentare di mettersi nei panni di una vittima, sia che ci si trovi nella comoda poltrona dello studio o nella solitudine della propria stanza. Ma a noi non è concesso di estraniarci dal giudizio, siamo umani.
Feltri riesce a dare un parere, prova a immedesimarsi nella vittima è quasi certo che avrebbe reagito, lui e altre 49 persone insieme, aggredendo il killer e salvando gli altri.
Scrive nel suo articolo:”E si sa che lo sconcerto (accresciuto in questa circostanza dal particola­re che il folle era vestito da poliziot­to) e la paura possono azzerare la lucidità necessaria per organizza­re qualsiasi difesa che non sia la fu­ga precipitosa e disordinata, con­tro un pericolo di morte. Ciononostante, poiché la stra­ge si è consumata in 30 minuti, c’è da chiedersi comunque perché il pluriomicida non sia stato mini­mamente contrastato dal gruppo destinato allo sterminio. Ragio­niamo. Cinque, sei, sette, dieci, quindici persone, e tutte disarma­te, non sono in grado di annienta­re un nemico, per quanto agisca da solo, se questo impugna armi da fuoco. Ma 50 – e sull’isola ce n’erano dieci volte tante-se si lan­ciano insieme su di lui, alcune di si­curo vengono abbattute, ma solo alcune, e quelle che, viceversa, ri­mangono illese (mettiamo 30 o 40) hanno la possibilità di farlo a pezzi con le nude mani.”
Quasi viene la pelle d’oca nel vedere come si possa togliere la responsabilità al killer e addossare colpe che non esistono a vittime innocenti. In una condizione cosi terribile nella quale si sono trovati quei giovani, non si può far altro che cercare di scappare e di salvarsi. Feltri fa un ragionamento materialistico, pratico, freddo e distante da ciò che è stata la realtà di quel giorno.
Premettendo che “Il Giornale”, ancora prima di conoscere la verità sull’attentato in Norvegia, aveva scritto la prima pagina attribuendo la colpa ad Al Qaeda, (salvo poi correre ai ripari), si procede nella lettura dell’articoli di Feltri “Ma in questo caso, stan­do alle notizie in nostro possesso, sull’isola…” e viene da chiedersi come arrivino a loro le notizie, chi li informi e cosa ne facciano poi della verità e come può un uomo, che è a contatto con la notizia tutto il giorno e da così tanto tempo, lasciarsi andare a ragionamenti che al massimo si potrebbero sentire in un bar, dalla voce di quattro bulletti pronti a picchiare il mondo.
Forse Feltri davvero è convinto che, quei giovani pacifisti cresciuti in una realtà, quella della Norvegia, da sempre tollerante, potevano organizzarsi in pochi secondi e andare contro un “poliziotto” che, armato di pistola e di un fucile automatico, sparava senza pietà ai loro amici, in un kilometro quadrato di isola.

Clicca e leggi l’articolo di Feltri su Il Giornale .it

Quei giovani norvegesi incapaci di reagire

La prima pagina de ” Il Giornale ” che identifica nel terrorismo islamico l’attentato.
giornale1

La seconda riveduta e corretta
giornale2

IL GIORNALE.IT BAN DI FACEBOOK

Posted by admin On luglio - 27 - 2011 1 COMMENT

Facebook inibisce la possibilità di pubblicare post dal sito di “Il Giornale”, questo forse accade a causa dell’alto numero di segnalazioni ricevuto dalla pagina fan dopo la pubblicazione dell’articolo di Feltri,dedicato ai ragazzi uccisi in Norvegia, in cui il direttore descrive i giovani laburisti massacrati da Breivik,come egoisti incapaci di difendersi preferendo la fuga allo sterminio.
Non si stupisce però il direttore dei commenti lasciati dai suoi lettori sulla pagina di Facebook dedicata a“ Il Giornale”.
Riportiamo qui alcuni dei commenti:

- Segnaliamo come articoli offensivi quelli dell’unita’ e della repubblica.
- Poveri sinistronzi, son ancora sotto choc perché a Strasburgo hanno proclamato giuliani delinquente comune.
- Ma che democrazia è questa????

E subito sotto la stessa persona scrive:

“Chiudete la bocca all’unità”.

(questa evidentemente le sembra una cosa giusta.)

- Ragazzi ma chi e che si e permesso di fare una cosa del genere? Sarà qualche democratico che ha ritenuto offensivo l’articolo su Bersani?
- Questa è la libertà di stampa dei sinistrorsi, è come se ad un tratto mi comparissero davanti le parole di un ex comunista, cioè di Ignazio Silone:«Ciò che mi colpì nei comunisti russi, anche in personalità veramente eccezionali come Lenin e Trotsky, era l’assoluta incapacità di discutere lealmente le opinioni contrarie alle proprie. Il dissenziente, per il semplice fatto che osava contraddire, era senz’altro un opportunista, se non addirittura un traditore e un venduto. Un avversario in buona fede sembrava per i comunisti russi inconcepibile. ».
Beh i post comunisti italiani, sono decisamente peggiori, dei loro precursori sovietici, il loro popolo di cretini, non è da meno.

Bisognerebbe dire e a questa persona che ciò che descrive accadeva anche sotto il nazismo e che anche tanti italiani sono morti nei campi di concentramento per questo. L’intolleranza è una capacità che tutti noi abbiamo è insita nell’uomo e nessuno ne è immune

- Dittatura comunista.

- Non si riesce a condividere nessun link evidentemente qualche stronzo comunista ha segnalato che i contenuti sono offensivi ecc ecc. che si fa?

E che vuoi fare? Organizziamo un meeting di laburisti in Italia e invitiamo tutti i comunisti? Non si sa mai…
Omettiamo di riportare i vari insulti che i lettori di “ Il giornale” rivolgono direttamente agli utenti che non sono d’accordo con loro. Ricordiamo che quanto è accaduto oggi è già accaduto alla pagina di “Il Fatto Quotidiano”. Ciò che importa è la reazione che, come sempre è prevalentemente una reazione violenta che dovrebbe invece essere sedata, ma questo non coinvolge per nulla Il Giornale. Nessuno degli amministratori della pagina ha tentato di riportare i commenti ad un livello quantomeno minimo di educazione. Quando si compie un’azione ci sia aspetta un risultato, spesso il risultato lo si conosce già e si fa di tutto per ottenerlo.
Intanto fra i commenti, tanti sulla pagina, nessuno si chiede il reale motivo di questa momentanea decisione di Facebook.
Nessun riferimento all’articolo di Feltri che sembra alla base del guaio. Che siano a favore o contro Il Giornale è solo un susseguirsi di insulti in cui la parola chiave é “Comunista” oppure “Stronzo comunista”.
Questo ci da l’idea di civiltà dei lettori de “Il Giornale” e ripensando all’articolo di Feltri ” Evidentemente l’uomo ha, o forse ha perso nei secoli, l’abitudine e l’attitudine a combattere in favore della comunità della quale pure fa parte. In lui prevalgono l’egoismo e l’egotismo. Non è più capace di identificarsi con gli altri e di sacrificarsi per loro, probabilmente convinto che loro non si sacrificherebbero per lui” forse ha ragione lui. Leggendo quei commenti pieni di astio e di arroganza chi potrebbe davvero sperare di essere salvato da uno di loro in un momento di difficoltà? Forse esibendo la tessera del PDL si avrebbero possibilità, ma il dubbio è davvero forte. Feltri dovrebbe domandarsi se in queste reazioni non ci sai qualcosa che arriva direttamente da ciò che scrive e fa scrivere sul suo giornale.
Spesso si ingora il significato di Democrazia (Il termine democrazia deriva dal greco δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo.).Troppo spesso il termine Democrazia è usato per gridare allo scandalo o per fomentare piccole guerre civili.

Si ricordi, il direttore Sallusti che é solo con la correttezza e con una profonda umiltà che il giornalista può attuare il compito di informare il popolo. Si ricordi direttore che la cultura è la capacità di tradurre la conoscenza in gesti concreti che servano a migliorare la società non a distruggerla. Si ricordi direttore e se ne ricordi Feltri, che l’uomo è fatto d’istinto e di passione che a volte sono elementi pericolosi se utilizzati solo allo scopo di portare gli altri verso il proprio pensiero. La differenza tra un giornalista e un giornalaio è sottile. Il primo ha il compito di informare sui fatti tentando di riportare la verità dei fatti e non una propria interpretazione. Il secondo ha il compito di vendere più giornali possibile. Ultimamente bisognerebbe fermarsi a capire cosa davvero si sta facendo, se si desiderano i soldi o la fama o se si desideri davvero portare l’informazione ai lettori. Ciò che successo su Facebook è una reazione (sempre che sia davvero successo) di alcuni ad un gesto (l’editoriale) opinabile. Si ricordi direttore che, prima ancora che si conoscesse la VERITA’ sui fatti della Norvegia, il suo giornale aveva già pronta la prima pagina che descriveva l’accaduto come opera di al-Qaeda. La Costituzione e la Democrazia danno la possibilità alle persone di esprimere il proprio pensiero proprio come ha fatto Feltri sul suo articolo. Se in tanti hanno reagito, significa che in tanti lo hanno letto e qualcuno lo ha disapprovato. Questa è Democrazia questo è garantito dalla Costituzione Italiana e come cittadino dovrebbe avere rispetto di queste persone, quanto ne ha per se stesso. Un gesto democratico anche se in disaccordo con il suo pensiero, non smette di essere democratico.

BORGHEZIO CONDIVIDE BREIVIK

Posted by admin On luglio - 27 - 2011 2 COMMENTS

Secondo Borghezio il problema in Europa sarebbe il buonismo e il multiculturalismo, di determinati partiti politici, che ha portato (citando Konrad Lorenz) “l’ecosistema Europa a difendersi dall’invasione di un agente esterno” quando una popolazione si sente invasa nascono dei fenomeni di reazione.
Riportiamo qualche punto dell’intervista:
- Quindi la Norvegia se l’è cercata?
Una vicenda esemplare che fa capire che le strade del buonismo portano all’inferno.
Se l’è cercata quella parte di norvegesi.. adesso non è il caso di parlare di socialisti visto che ne hanno ammazzati 90 giovani…L’ideologia della società aperta crea mostri … Questo signore è il risultato di questa società aperta multirazziale, di questa ideologia aperta a tutti.

Secondo Borghezio Breivik è l’espressione di un insofferenza che nasce da un “certo ” clima.
La società aperta multirazziale rischia di creare caos. Quindi sarebbe colpa degli immigrati se accadono cose come la strage di Oslo. “La società multirazziale fa schifo

Quindi lei condivide le idee di Breivik?
Io ho ritrovato nelle posizioni espresse molti temi che sono comuni a tutti quelli che vengono definiti populisti e anti-islamici…Sono posizioni sicuramente condivisibili….
Per Breivik buone alcune delle idee al netto della violenza, in qualche caso direi ottime… Sostenere la necessità di una forte risposta cristiana anche in termini di crociata contro questa deriva islamista e terrorista della religione islamica ..è sacrosanto.

In un intervista Calderoli ascrive le dichiarazioni di Borghezio come farneticazioni. Lui di contro descrive quelli che non lo condividono ” cretini che straparlano “, dichiara che ci vuole coraggio a sostenere “certe posizioni” (le sue) e (riferendosi a Calderoli) un coraggio che non tutti hanno.
Qualcuno ne ha chiesto le dimissioni, Giovanardi ha chiesto che venisse espulso dal partito, ma lui non si dimette perché sono stati 50 mila italiani a mandarlo al Parlamento Europeo, sulla base delle sue idee. Ringrazia gli oltre mille cittadini di Roma che lo hanno votato.

MORTA AMY WINEHOUSE

Posted by admin On luglio - 23 - 2011 ADD COMMENTS
Secondo il comunicato stampa della polizia inglese che ne ha trovato il corpo nel suo appartamento di Londra, Amy Winehouse si trovava riversa sul pavimento del loft. Gli agenti, dopo aver trovato la donna riversa sul pavimento, hanno chiamato il London Ambulance Service. Nonostante i tentativi di rianimare la cantante, alle ore 16, 05 la Whinehouse, è stata dichiarata morta. Non si menziona mai, però, il nome dell’artista nel comunicato  ufficiale”
Non sono ancora chiare le cause del decesso, scrive l’ufficio stampa della polizia londinese.
Il managemente di Amy Winehouse non ha ancora confermato la notizia. Si attendno altri aggiornamenti  a breve.
Le cause della morte sono da ricercarsi in una presunta overdose di alcool e droga.
Il primo album, di Amy “Frank”, esce nel 2003 (disco di platino, oltre 300.000 copie vendute)  Il singolo “Stronger than me”, composto dalla Winehouse col produttore Salaam Remi, le frutta anche un Ivor Novello Award, prestigioso premio inglese riservato ad autori e compositori musicali.
La prima vera tournée, in Europa per l’estate del 2011, naufraga dopo la prima data a Belgrado, in cui sono i fans a cantare mentre Amy  é visibilmente provata e incapace di cantare.
Noi vogliamo ricordarla com’era,non priva di difetti ma con un grande talento, uno spirito libero e una voce indimenticabile.
Secondo il comunicato stampa della polizia inglese che ne ha trovato il corpo nel suo appartamento di Londra, Amy Winehouse si trovava riversa sul pavimento del loft. Gli agenti, dopo aver trovato la donna riversa sul pavimento, hanno chiamato il London Ambulance Service. Nonostante i tentativi di rianimare la cantante, alle ore 16, 05 la Winehouse, è stata dichiarata morta. Non si menziona mai, però, il nome dell’artista nel comunicato  ufficiale”
Non sono ancora chiare le cause del decesso, scrive l’ufficio stampa della polizia londinese.
Il managemente di Amy Winehouse non ha ancora confermato la notizia. Si attendno altri aggiornamenti  a breve.
Le cause della morte sono da ricercarsi in una presunta overdose di alcool e droga.
Il primo album, di Amy “Frank”, esce nel 2003 (disco di platino, oltre 300.000 copie vendute)  Il singolo “Stronger than me”, composto dalla Winehouse col produttore Salaam Remi, le frutta anche un Ivor Novello Award, prestigioso premio inglese riservato ad autori e compositori musicali.
La prima vera tournée, in Europa per l’estate del 2011, naufraga dopo la prima data a Belgrado, in cui sono i fans a cantare mentre Amy  é visibilmente provata e incapace di cantare.
Noi vogliamo ricordarla com’era, non priva di difetti ma con un grande talento, uno spirito libero e una voce indimenticabile.

MILANO JAZZIN’ FESTIVAL

Posted by admin On luglio - 20 - 2011 ADD COMMENTS

Torna per la quinta edizione l’appuntamento con  la rassegna Milano Jazzin Festival che porterà sul palco dell’Arena Civica i grandi nomi della scena internazionale.

Ricordiamo che il Milano Jazzin Festival è presentato dall’Assessorato agli Eventi del Comune di Milano, da FOUR ONE Music&Events e da Alfa Romeo Giulietta.
Anche quest’anno i concerti del Festival saranno 100% green grazie all’energia delle centrali idroelettriche Edison, attraverso il sistema dei certificati di produzione rinnovabile (RECS). La collaborazione tra Edison e MJF nasce nell’ambito di “Edison-Change the Music”, il primo progetto musicale a emissioni zero, decollato nel 2008.
Ricordiamo che il Milano Jazzin Festival è presentato dall’Assessorato agli Eventi del Comune di Milano, da FOUR ONE Music&Events e da Alfa Romeo Giulietta.
Anche quest’anno i concerti del Festival saranno 100% green grazie all’energia delle centrali idroelettriche Edison, attraverso il sistema dei certificati di produzione rinnovabile (RECS).

Ecco il calendario del festival:

20 luglio 2011 – Ben Harper, Robert Plant & The Band of Joy
21 luglio 2011 – Eryka Baduh
22 luglio 2011 – Moby
23 luglio 2011 – Duran Duran
24 luglio 2011 – Gackt
25 luglio 2011 – Caro Emerald
26 luglio 2011 – Subsonica
27 luglio 2011 – Musica Nuda (Magoni & Spinetti)
28 luglio 2011 – Slash

SU FACEBOOK CONTRO LIBERO

Posted by admin On luglio - 19 - 2011 ADD COMMENTS
E’ guerra tra il popolo di Facebook e Libero, il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro.
Una pagina è stata aperta e messa a disposizione di tutti gli iscritti al famoso social network, per chiedere all’ordine dei giornalisti l’abolizione del quotidiano Libero.
Questo accade a neanche un giorno di distanza dalla pubblicazione in prima pagina, da parte di Libero, di una vignetta intitolata “Assedio ai Papponi di Stato” giudicata dagli internauti “l’ennesima presa in giro “. La vignetta ritrae il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con Calderoli, Fini e Bersani intorno ad un tavolo, con le posate in mano, nell’atto di mangiare una pizza a forma di Stivale (l’Italia appunto.)
A causa di questa prima pagina Belpietro è indagato ed ha ricevuto un avviso di garanzia per il “Reato di offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato” (art.278 del codice penale) ed è stata trasmessa al ministro di giustizia la richiesta di autorizzazione procedere.
Edmondo Bruti Liberati procuratore di Milano evidenzia che, di fatto, è l’insieme di vignetta e titolo ad essere offensivi e non in particolare l’articolo di Belpietro.
Belpietro si giustifica, sostiene che da quando è stato eletto Napolitano, il suo stipendio è aumentato di circa 2 mila euro al mese e che il Quirinale spende più di tutti gli altri palazzi presidenziali europei (circa 228 milioni l’anno), replica all’accusa appellandosi anche al diritto di satira, ma gli utenti di internet non ci stanno.
Il popolo di Facebook rileva fra le altre cose la mancanza del Premier (poiché sono ritratte le alte cariche dello Stato) nella vignetta, considerando per l’ennesima volta Libero un giornale ostentatamente “di parte”.  “Chiamatelo fumetto, chiamatelo editoria fantasy, ma non chiamatelo giornalismo questo” scrive uno dei tanti utenti sulla pagina di Facebook.
Sono già molti i commenti lasciati dagli utenti, sembra davvero che, almeno per quanto riguarda i frequentatori di Facebook sia cominciata una campagna indirizzata contro Belpietro e il suo giornale.
Questo farà sorridere qualcuno che giudicherà la “causa” (cosi è definita una campagna promozionale su Facebook) poco importante e magari non degna di attenzione, ma è bene ricordare che, ad oggi questo social network é il secondo sito più visitato al mondo, preceduto solo da Google e in Italia 8 milioni di persone hanno un account Facebook.
Forse il malcontento, soprattutto in questo periodo di crisi non è realmente da sottovalutare.
E’ guerra tra il popolo di Facebook e Libero, il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro.
Una pagina è stata aperta e messa a disposizione di tutti gli iscritti al famoso social network, per chiedere all’ordine dei giornalisti l’abolizione del quotidiano Libero.
Questo accade a neanche un giorno di distanza dalla pubblicazione in prima pagina, da parte di Libero, di una vignetta intitolata “Assedio ai Papponi di Stato” giudicata dagli internauti “l’ennesima presa in giro “. La vignetta ritrae il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con Calderoli, Fini e Bersani intorno ad un tavolo, con le posate in mano, nell’atto di mangiare una pizza a forma di Stivale (l’Italia appunto.)
A causa di questa prima pagina Belpietro è indagato ed ha ricevuto un avviso di garanzia per il “Reato di offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato” (art.278 del codice penale) ed è stata trasmessa al ministro di giustizia la richiesta di autorizzazione procedere.
Edmondo Bruti Liberati procuratore di Milano evidenzia che, di fatto, è l’insieme di vignetta e titolo ad essere offensivi e non in particolare l’articolo di Belpietro.
Belpietro si giustifica, sostiene che da quando è stato eletto Napolitano, il suo stipendio è aumentato di circa 2 mila euro al mese e che il Quirinale spende più di tutti gli altri palazzi presidenziali europei (circa 228 milioni l’anno), replica all’accusa appellandosi anche al diritto di satira, ma gli utenti di internet non ci stanno.
Il popolo di Facebook rileva fra le altre cose la mancanza del Premier (poiché sono ritratte le alte cariche dello Stato) nella vignetta, considerando per l’ennesima volta Libero un giornale ostentatamente “di parte”.  “Chiamatelo fumetto, chiamatelo editoria fantasy, ma non chiamatelo giornalismo questo” scrive uno dei tanti utenti sulla pagina di Facebook.
Sono già molti i commenti lasciati dagli utenti, sembra davvero che, almeno per quanto riguarda i frequentatori di Facebook sia cominciata una campagna indirizzata contro Belpietro e il suo giornale.
Questo farà sorridere qualcuno che giudicherà la “causa” (cosi è definita una campagna promozionale su Facebook) poco importante e magari non degna di attenzione, ma è bene ricordare che, ad oggi questo social network é il secondo sito più visitato al mondo, preceduto solo da Google e in Italia 8 milioni di persone hanno un account Facebook.
Forse il malcontento, soprattutto in questo periodo di crisi non è realmente da sottovalutare.
La Prima pagina di Libero
Libero_contro_Napolitano
La vignetta a colori sul sito di Libero
vignetta sul sito di libero

LARES CERCA IMPRENDITORE SERIO

Posted by admin On luglio - 18 - 2011 ADD COMMENTS

Di seguito l’annuncio che i lavoratori dell’azienda Lares di Paderno Dugnano hanno pubblicato sul JOBtalk de ”il sole 24ore” nella speranza di trovare qualcuno che possa seriamente aiutarli. Gli operai selezionano un nuovo imprenditore che sia disponibile a far fruttare la loro professionalità.

AZIENDA LEADER CERCA IMPRENDITORE

I 75 lavoratori LARES, eredi di uno storico marchio italiano del settore della microelettronica, cercano un imprenditore capace di rilanciare la produzione e interessato a sfruttarne le competenze sviluppando nuovi prodotti basati sul silicio, dal fotovoltaico alla bioelettronica per disabili

Le competenze maturate dai lavoratori nella produzione di circuiti stampati sono:

gestione magazzino materiali e taglio laminati, lavorazione innerlayers, esecuzione riferimenti, ispezione ottica, annerimento automatico, assiematura e pressatura, esecuzione riferimenti per foratura, sbordatura quadrotti pressati, foratura meccanica e laser, desmearing orizzontale Atotech, metallizzazione orizzontale con Uniplate Atotech,  sbavatura superficiale Costa, fotografia lati esterni, galvanica verticale Omig, asportazione fotoresist, incisione, asportazione stagno, deposizione del solder resist Probimer 65, preparazione telai serigrafici, serigrafia, finiture superfici, fresatura, controllo elettrico, controllo finale, imballo, ingegneria di processo, ricerca e sviluppo prototipi, laboratorio chimico, depurazione acque, laboratorio controllo qualità, manutenzione.

In cambio dell’assunzione e della ripresa produttiva i lavoratori LARES offrono:

forte motivazione, impegno teso ai risultati, grande capacità professionale, elevata produttività, l’accesso a tutti gli incentivi e le agevolazioni previste dai governi nazionali e locali sotto forma di contributi (10%) alle retribuzioni, riduzioni contributive (100% artigiani, 50% imprese), e tutti gli incentivi fiscali previsti per l’assunzione di lavoratori in cassa integrazione.

Referenze Clienti: Nokia, Siemens, Marelli, Ericsson

Un’iniziativa che (come tengono precisare i lavoratori) ha potuto realizzarsi grazie all’aiuto del giornalista Carlo Arcari e di Oscar Figus, Coordinatore del PD di Paderno Dugnano.

Il testo e le altre informazioni sui lavoratori e sul’azienda si possono trovare sul loro Blog: http://blog.libero.it/Laresblog/

ORDIGNO AL COMANDO DEI VIGILI

Un ordigno artigianale, composto da polvere da sparo e benzina è stato fatto scoppiare davanti al comando della polizia locale, in via Buozzia Paderno Dugnano (Mi).

Milano:Coppie di fatto, pronto il piano

Oggetto: «Riconoscimento delle unioni civili. Approvazione regolamento». La delibera è pronta e la prossima settimana verrà depositata in consiglio comunale.

LA UNO BIANCA 20 anni dopo

Pregi e difetti della giustizia italiana: colpevoli in libertà ed innocenti in carcere
– il caso della banda della Uno bianca -
Ieri ricorreva il ventennale della strage del PilastroIl 4 gennaio 1991 3 giovani carabinieri vennero uccisi mentre prestavano servizio a bordo di una volante

Crisi economica?

Il vero disastro, ancor più di quello economico, sono le innumerevoli voci che su internet, più che attraverso altri media, [...]