Riportiamo alcune frasi del cardinal Bagnasco, tratte da un’intervista a “Radio Anch’io”, come punto di partenza per la nostra riflessione
“Ritrovare e coltivare il rapporto con la gente”
“Nessuna società, nessun governo, nessuna politica deve temere la profezia della Chiesa”.
“Quello della famiglia – ha spiegato il presidente della Cei parlando della manovra – è un punto centrale: è stata in questa crisi una valvola di sicurezza enorme e sarebbe miope e dannoso non considerarla e come un ganglio vitale. Non perdiamo questo patrimonio, questo punto fermo, se la famiglia non è al centro della politica, la società non va da nessuna parte”
Circa l’evasione fiscale
“Sono impressionanti – ha detto a Radio Anch’io – le cifre che si leggono sull’evasione fiscale”. “Come pastori – ha spiegato il presidente della Cei – dobbiamo porci soprattutto non dentro questioni politiche ma in un richiamo etico e fare appello alla coscienza di tutti e di ciascuno perché anche questo dovere possa essere assolto” “È un dovere di tutti”.
“È necessario rivedere gli stili di vita, che tutti facciano la loro parte rinunciando a benefici eccessivi e privilegi”. “Si tratta – ha concluso – di individuare correttivi da una sintesi superiore che possa essere più rispondente e che insieme cresca maggiormente il senso dell’uomo: abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, laddove c’è ancora un livello troppo alto ci si ricomponga”.
Queste parole hanno scatenato, in particolare sul web, una valanga di polemiche.
Noi di Altroparere abbiamo cercato di aspettare che si calmassero le acque prima di intervenire sull’argomento per evitare le prime fiammate di rabbia istintiva dei lettori e cercare così di ragionare con maggiore lucidità, a mente fredda.
Nel panorama politico e religioso di questa estate 2011 ci sono alcuni tasselli da aggiungere al mosaico.
Facendo varie ricerche sul web abbiamo trovato non solo invettive anticlericali inneggianti ad una nuova Porta Pia ma anche ragionamenti pacati di coloro che, da credenti o non credenti, si chiedono perché in un momento di grave crisi anche la Chiesa non faccia un passo indietro per aiutare prima di tutto i cittadini italiani, il popolo medio-basso colpito da crisi economica e manovra del governo.
Il colpo definitivo è arrivato dalle cifre spese per la Giornata Mondiale della Gioventù: si parla di 100 milioni di euro sborsati dal governo spagnolo per l’imponente macchina organizzativa per ricevere il Papa. Ci sembrano più che legittime le proteste degli Indignados.
Anche dall’Italia sono giunte numerose lamentele di fedeli circa la scarsa organizzazione dell’evento, troppi i soldi spesi a fronte di pasti scarsi. Bisogna ricordare che non erano presenti solo papaboys ma anche giovani in cerca di nuove esperienze spirituali che andassero oltre le indicazioni della Chiesa e oltre un Papa “intellettuale” sicuramente meno adatto del suo predecessore ai bagni di folla.
La crisi è un momento nel quale si cercano soluzioni, modelli o punti di riferimento da seguire per risolvere la difficile situazione. Se la politica è vista come una casta di privilegiati restia a rinunciare a certi benefici ingiustamente accumulati negli anni attraverso una totale complicità dei suoi membri almeno la Chiesa dovrebbe dare l’esempio. Invece sembra che oltre ai numerosi privilegi di cui gode le sue azioni vadano verso un’altra direzione.
Aggiungiamo un altro tassello al mosaico e spostiamoci a Rimini.
Non è questa la sede per un’analisi del Meeting di Comunione e Liberazione.
I dati sono facilmente reperibili in rete. Ma un elemento interessante è la sponsorizzazione da parte della Regione Lombardia. Lo scorso anno i 168mila euro stanziati dalla giunta Formigoni scatenarono numerose polemiche (vedi Lega), così quest’anno al Pirellone si è deciso di dimezzare l’importo (84mila euro) ma curiosamente tra gli sponsor figura anche Trenord, compagnia ferroviaria partecipata dalla Regione. Sembra una mossa scaltra per continuare con il finanziamento del Meeting cercando di ridurre l’importo di facciata e passare comunque i soldi tramite altre vie. La Lombardia non è l’unica a sponsorizzare l’evento: sono state sette le regioni che si sono impegnate ad affittare uno stand alla fiera oltre a due ministeri, tre comuni, due province. Una montagna di soldi pubblici.
Se l’ammontare delle sponsorizzazioni provenisse solo da privati non ci sarebbe nulla da ridire ma un milione e mezzo di soldi pubblici paiono davvero troppi considerando il potere economico della Compagnia delle Opera, il braccio economico di CL.
Ciliegina sulla torta la visita del presidente Napolitano. In passato solo Cossiga e Scalfaro accettarono l’invito mentre Pertini e Ciampi rifiutarono. Quello di Napolitano è stato un comportamento super partes? Desiderio di celebrare il 150° dell’unità d’Italia? Autentico senso di responsabilità verso il nostro traballante Paese contro i campanilismi politici? Dobbiamo avere fiducia nelle parole del Presidente ed interrompere l’italica consuetudine di vedere il marcio sotto ogni comportamento altrimenti la ripresa sarà quasi impossibile. La ricerca di una classe politica “perfetta” può portare solo all’immobilismo. Ognuno dovrebbe pensare alla propria casta: giornalisti, politici, religiosi, elettori, lavoratori, i più ricchi come i meno fortunati. Meno doloroso e meno difficile sarebbe da digerire se tutti tagliassero “benefici” invece di vedere la pagliuzza nel proprio occhio e criticare quella che sembra una trave nell’occhio degli altri.
Quando Bagnasco ha rilasciato quell’intervista a “Radio Anch’io” è scoppiata la rivolta mediatica. Anche buona parte del mondo cattolico come don Gallo ha disapprovato il comportamento fuori luogo di molti politici “cattolici” e di molti cardinali e vescovi. Segnaliamo anche il blog cattolico “Adista” che non risparmia certo critiche all’operato della Chiesa.
Sono ormai sulla bocca di tutti le cifre di 8×1000, Ires e Ici. In sintesi possiamo dire che la Chiesa grazie a Concordato e uomini politici, sia di destra che di sinistra, ha ottenuto enormi somme di denaro pubblico: circa un miliardo di euro provenienti direttamente dall’8xmille ed altri due miliardi dalle agevolazioni fiscali su Ici ed Ires. La Chiesa è esente dal pagamento dell’Ici sugli immobili non destinati al culto ed ha la riduzione del 50% sull’Ires. Si potrebbe parlare di concorrenza sleale nei confronti di tutte quelle attività commerciali che devono pagare le tasse per intero. Una forte ingerenza della Chiesa nello Stato italiano che appare impossibile da estirpare (vedi anche bocciatura del disegno di legge sull’omofobia). Una proposta potrebbe essere quella di sospendere il concordato per almeno tre anni facendo pagare l’Ici, l’Ires e dimezzando l’8xmille.
Ultimo spunto di riflessione per completare il nostro mosaico.
Nel panorama politico italiano assistiamo ad una profonda crisi del centro – destra. Il berlusconismo sembra al tramonto e già si affacciano all’orizzonte i pretendenti al trono. In particolare l’imposizione di Alfano come segretario di partito è da ascriversi come una svolta moderata e cattolica del Pdl contro i personalismi e gli eccessi del recente passato. Contro l’ex guardasigilli si schiera però un potente rivale: Roberto Formigoni.
Dopo quattro mandati in Lombardia è probabile che punti a candidarsi come premier del centro destra alle prossime elezioni forte del consenso al suo operato e soprattutto del potere politico ed economico accumulato attraverso CL. Gli ospedali in Lombardia sono nelle mani della Compagnia delle Opere come del resto l’intera sanità lombarda.
La rete delle imprese della CdO fattura 70 miliardi di euro. Sono inoltre sempre più stretti i rapporti tra CdO con Coop Italia e Centrale italiana ( Coop, Despar, Sigma, Gigante). Il presidente Tassinari nel 2009 dichiarò: “Coop e CdO sono mossi dagli stessi valori e stiamo cercando di fare grandi cose insieme”. Le cooperative “rosse”nel settore costruzioni hanno in mano l’edilizia lombarda e la CdO ha vinto bandi per 360 milioni di euro per lavori tra Milano e Malpensa.
Un forte segnale della ricerca di una nuova DC sta nell’operato del cardinal Bertone che ha incontrato politici cattolici e organizzazioni ecclesiali tra le quali, guarda caso, la “nostra” CdO. Con le stesse finalità fece una cena con Berlusconi a casa di Vespa: appare come un altro segnale dell’intenzione fortemente politica del Segretario dello Stato Vaticano di ricostituire un partito dei cattolici che possa fungere da intermediario tra Stato e Chiesa.
Lo spessore politico degli attori è decisamente diverso come profondamente cambiata è la società. Quali saranno le conseguenze nel prossimo futuro?