Le banche creano la crisi
Gli stati salvano le banche
Gli stati vanno in crisi
La banche controllano gli stati
Ritorna la prima repubblica, quella che era stata tanto criticata e condannata dopo Mani Pulite. Di nuovo al Governo le facce anziane e rassicuranti che con toni pacati ci parlano di impegno nazionale, risanamento, crescita, rigore, equità, giustizia sociale. Cosa di tutto questo verrà realizzato? Dopo quasi 20 anni di governo Berlusconi (pur intervallato dai governi Prodi, Dini, D’Alema, Amato) caratterizzato dalla personalizzazione della politica fatta di scontri frontali (comportamento figlio del bi-polarismo anomalo) il popolo italiano aveva bisogno di passare dalle pernacchie, dai bofonchiamenti, dai gestacci, alla lingua italiana per calmare gli animi e concentrarsi sui problemi concreti più che sulla vittoria fine a se stessa sull’avversario.
Il cambiamento è tutto qui. Non basta. Nel discorso di Monti dovevano esserci altri argomenti più coraggiosi che rilanciassero l’entusiasmo di un Paese che sta soffocando nelle sabbie mobili del mal governo di questi 3 anni e mezzo. Perché Monti non ha fatto di più? Molto probabilmente a causa delle minacce nemmeno troppo velate di Berlusconi che ha già detto un secco “no” a Ici e patrimoniale e parla di “staccare la spina”. Intanto la Lega cerca di ripulirsi dal fango dell’era berlusconiana con un’opposizione dura e battagliera con l’obiettivo elezioni. Il PD lascia che il lavoro sporco sia fatto da Monti per non correre rischi in vista delle elezioni 2013.
Ma come avremmo reagito in altre circostanze ad un governo fatto di perfetti sconosciuti (ai più) che rappresentano banche, industrie, gerarchie ecclesiastiche? Credo avremmo temuto un forte conflitto di interessi. Berlusconi si presentò nel ’94 per fare la rivoluzione liberale ed abbattere i poteri forti e i parrucconi della politica che ingessavano il paese ed impedivano la possibilità di viaggiare più leggeri verso un mondo migliore. Ha fallito anche in questo. Ora ci sono di nuovo i poteri forti ed i parrucconi. L’impatto è decisamente diverso perché abbiamo gli occhi infettati dal recente passato. Chiunque sarebbe stato meglio del precedente governo. Ma siamo caduti nelle mani di un’altra cricca neoliberista che ha creato la crisi terribile che stiamo vivendo e francamente non capisco come possono trovare rimedio. La politica nel suo insieme è ben contenta di poter ottenere cotanto regalo: rifarsi una verginità per tornare nuovamente alle elezioni come se nulla fosse accaduto. Questo governo tecnico (il primo dal1946) è dipendente dal parlamento che in questi 3 anni non solo ha fatto poco o nulla ma ha peggiorato la situazione dell’Italia evitando (per incapacità) di porre un freno alla crisi. Certo i curricula dei neo-ministri sono ben altra cosa rispetto ai mediocri che Berlusconi ha sempre scelto. Come potranno gruppi parlamentari che fino a ieri si sono scontrati duramente improvvisamente concordare su argomenti come pensioni e patrimoniale? SuperMario ha evitato di inserire politici nella lista dei ministri (teniamo d’occhio Profumo e Catricalà vicini a PD e PdL) e nel suo discorso ha dato schiaffi e carezze. Puro stile democristiano. Un aspetto serio ed elegante senza eccessi che mai farebbe pensare alla possibilità di compiere nefandezze di ogni sorta.
Possiamo solo aspettare e giudicare i fatti. Possiamo sperare che i mercati reagiscano positivamente al cambio della guardia. Possiamo credere che saranno fatte le riforme che correggano la rotta del Paese senza prodursi nella macelleria sociale che si può temere in questi casi. Toccare il sistema pensionistico? Vediamo se ridurranno pensioni dorate e privilegi delle varie caste. Lo stile di Monti durante la sua carriera è stato quello di non scontentare mai nessuno: dovrà ottenere prima il consenso del parlamento (con PD e PDL come farà?) inevitabilmente escludendo le forze estremiste come Lega e IdV. In questo momento le forze più estreme forse avrebbero avuto la forza di produrre un cambiamento più radicale. Se farà bene sarà merito suo e del parlamento che ha dimostrato responsabilità, se farà male la colpa sarà della crisi e si andrà alle elezioni del 2013 con i soliti personaggi rimessi a nuovo.
Purtroppo non si poteva fare altrimenti.