Thursday, February 23, 2012

Milano:Coppie di fatto, pronto il piano

Posted by Valentina On febbraio - 22 - 2012 ADD COMMENTS

Oggetto: «Riconoscimento delle unioni civili. Approvazione regolamento». La delibera è pronta e la prossima settimana verrà depositata in consiglio comunale. È il primo passo concreto verso quel registro delle coppie di fatto che, ancora prima di nascere, ha già diviso trasversalmente la politica. «È il punto di partenza di un percorso in cui ci sarà il massimo confronto e la massima apertura verso le proposte degli altri consiglieri e della città. La depositiamo anche perché questo argomento non sia più un tabù», dice Marilisa D’Amico, docente di diritto costituzionale e presidente pd della commissione Affari istituzionali. Sarà sua la prima firma sotto il documento di iniziativa consiliare, che delinea il ‘modello-Milano’. Perché, adesso, si parte davvero. Anche se per eguagliare Napoli, che ha appena istituito il suo registro, bisognerà attendere l’estate.
LA SCHEDA I nuovi diritti dei conviventi
Con il registro Palazzo Marino riconoscerà una serie di diritti — quelli legati ai propri servizi — a coppie di fatto eterosessuali e omosessuali. Dal Pdl, ecco il capogruppo Carlo Masseroli: «Non entro nel merito del rapporto affettivo tra persone, che possono fare ciò che vogliono, anche perché con un registro non si può mutare la natura umana. Dal punto amministrativo, poi, è inutile perché dove è stato istituito è rimasto vuoto». Masseroli, però, dice sì al dibattito: «Non mi spaventa purché sia fatto a 360 gradi e affronti il tema della famiglia che sostiene la civiltà». Un apprezzamento arriva dal coordinatore cittadino pd Francesco Laforgia: «È giusto che la delibera venga depositata in consiglio per innescare una discussione ampia e plurale dentro e fuori l’aula».

Crisi economica?

Posted by Stefano Tibiletti On dicembre - 4 - 2011 ADD COMMENTS

merkel_sarkozy_monti
Il vero disastro, ancor più di quello economico, sono le innumerevoli voci che su internet, più che attraverso altri media, si rincorrono circa la crisi economica. Televisioni e giornali parlano comprensibilmente con toni meno sensazionalistici (a volte) per non seminare il panico ma su internet vige la regola del ”diciamo tutto, abbiamo la schiena dritta”. Ecco alcuni esempi di ciò che si può trovare in rete.
Prima di tutto il debito: chi lo ha creato? Chi lo deve pagare? Ma soprattutto è davvero necessario pagarlo? Semplificando molto potremmo dire che se è il debito che ci trascina a fondo potremmo almeno rifiutarci di pagare gli interessi sul debito. Nella storia ci sono altri esempi di Paesi che non hanno pagato il debito pubblico. I due esempi più recenti sono Stati Uniti ed Ecuador. Quando Bush junior dichiarò guerra all’Iraq insieme al petrolio ereditò anche l’enorme debito che Saddam aveva accumulato nel tempo. Quel debito non fu mai pagato perché gli USA si appellarono al concetto di debito detestabile. Per legge se un debito è contratto all’insaputa dei cittadini, allo scopo di favorire solo una piccola parte della popolazione ed i creditori sono a conoscenza dei primi due punti ma acconsentono ai prestiti ebbene il debito può essere definito “detestabile” e lo Stato non lo paga. Potremmo dire che è immorale pagare un debito immorale. Gli USA non fecero questa operazione alla luce del sole per non “invogliare” altri a seguirne le orme. Nonostante il tentativo di mascheramento ci fu un altro Stato che definì il proprio debito detestabile e si rifiutò di pagarlo: fu l’Ecuador. Il ministro dell’economia Rafael Correa si dimise in aperta opposizione col governo. Questa mossa insieme al comportamento deciso a compiere il bene del suo Paese lo rese molto popolare tanto che alle successive elezioni divenne primo ministro. Fu proprio Correa a rifiutarsi di pagare il debito riuscendo a rilanciare l’economia dell’Ecuador.
Se volete approfondire questi argomenti vi consiglio il video

“Eliminiamo il denaro, è fonte di evasione, è costoso, contraffabile e persino sporco!”
Altra soluzione per rilanciare la crescita è quella di eliminare il cash. Se utilizzassimo solamente il denaro elettronico aumenterebbe la tracciabilità dei pagamenti e ridurremmo il sommerso per una cifra vicina ai 40 miliardi di euro. L’Italia è il Paese d’Europa che ricorre maggiormente all’uso del contante ma ritengo che oltre all’abitudine di evitare di pagare le tasse ci siano anche problemi culturali e logistici ad impedire il diffondersi del denaro elettronico. Su sitoLa Vocec’è stato un fitto carteggio tra Milena Gabanelli e Thomas Tassani circa le modalità di eliminazione del contante. Personalmente trovo che tassare il cash o eliminarlo forzatamente non sia la soluzione più democratica da seguire. Innanzi tutto c’è la legge 53 della Costituzione che parla chiaro: “ogni imposta, per poter essere legittima, deve colpire una capacità contributiva manifestata dal singolo, ossia una forza economica effettiva, che può essere espressa dal reddito, dal patrimonio, dal consumo, dagli affari.” Vorrei che le banche eliminassero ad esempio le commissioni prima che la lotta al denaro contante abbia inizio altrimenti il consumatore si troverà ad affrontare ulteriori spese impreviste e le banche godranno di ingenti introiti. Gianluca Iannelli, direttore marketing di MasterCard Italia la pensa diversamente
Rimane inoltre in sospeso la questione della privacy: il fine della lotta all’evasione giustifica il mezzo che riduce le libertà ed il diritto alla riservatezza? La Gabanelli infine parla di “provocazione”: anche io ne avrei una da sottoporle. Legalizziamola! Vogliamo recuperare denaro? Eliminare il sommerso? Combattere la criminalità sia che provenga dall’evasione sia quella organizzata? Potrebbe essere un’idea la proposta di Achille Saletti nel suo articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano.it
L’ultima soluzione sembra quella di spaccare l’Europa in due macro aree: i Paesi più forti manterrebbero l’attuale euro mentre quelli periferici o più deboli avrebbero un nuovo euro. Il problema principale è che facciamo parte di un’Europa in realtà inesistente. La zona euro non è omogenea né politicamente né economicamente: un agglomerato di una ventina di Paesi diversissimi impossibili da livellare solo con una moneta unica. I Paesi mediterranei o della periferia europea non sono stati trascinati da quelli economicamente più forti e non hanno potuto beneficiare della svalutazione della propria moneta (come ai tempi della Lira) per rilanciare l’economia in tempi di crisi.
Allora la soluzione potrebbe essere tornare alla Lira? Cercare una soluzione per salvare i risparmi prima dell’apocalisse?
La soluzione non esiste in questo momento di confusione sia per i mercati che per gli analisti. Possiamo solo aspettare. Aiutare classi medio-basse, tassare chi ha di più e colpire l’evasione: partiamo da qui.

SuperMario

Posted by Stefano Tibiletti On novembre - 21 - 2011 ADD COMMENTS

Le banche creano la crisi

Gli stati salvano le banche

Gli stati vanno in crisi

La banche controllano gli stati

Ritorna la prima repubblica, quella che era stata tanto criticata e condannata dopo Mani Pulite. Di nuovo al Governo le facce anziane e rassicuranti che con toni pacati ci parlano di impegno nazionale, risanamento, crescita, rigore, equità, giustizia sociale. Cosa di tutto questo verrà realizzato? Dopo quasi 20 anni di governo Berlusconi (pur intervallato dai governi Prodi, Dini, D’Alema, Amato) caratterizzato dalla personalizzazione della politica fatta di scontri frontali (comportamento figlio del bi-polarismo anomalo) il popolo italiano aveva bisogno di passare dalle pernacchie, dai bofonchiamenti, dai gestacci, alla lingua italiana per calmare gli animi e concentrarsi sui problemi concreti più che sulla vittoria fine a se stessa sull’avversario.
Il cambiamento è tutto qui. Non basta. Nel discorso di Monti dovevano esserci altri argomenti più coraggiosi che rilanciassero l’entusiasmo di un Paese che sta soffocando nelle sabbie mobili del mal governo di questi 3 anni e mezzo. Perché Monti non ha fatto di più? Molto probabilmente a causa delle minacce nemmeno troppo velate di Berlusconi che ha già detto un secco “no” a Ici e patrimoniale e parla di “staccare la spina”. Intanto la Lega cerca di ripulirsi dal fango dell’era berlusconiana con un’opposizione dura e battagliera con l’obiettivo elezioni. Il PD lascia che il lavoro sporco sia fatto da Monti per non correre rischi in vista delle elezioni 2013.
Ma come avremmo reagito in altre circostanze ad un governo fatto di perfetti sconosciuti (ai più) che rappresentano banche, industrie, gerarchie ecclesiastiche? Credo avremmo temuto un forte conflitto di interessi. Berlusconi si presentò nel ’94 per fare la rivoluzione liberale ed abbattere i poteri forti e i parrucconi della politica che ingessavano il paese ed impedivano la possibilità di viaggiare più leggeri verso un mondo migliore. Ha fallito anche in questo. Ora ci sono di nuovo i poteri forti ed i parrucconi. L’impatto è decisamente diverso perché abbiamo gli occhi infettati dal recente passato. Chiunque sarebbe stato meglio del precedente governo. Ma siamo caduti nelle mani di un’altra cricca neoliberista che ha creato la crisi terribile che stiamo vivendo e francamente non capisco come possono trovare rimedio. La politica nel suo insieme è ben contenta di poter ottenere cotanto regalo: rifarsi una verginità per tornare nuovamente alle elezioni come se nulla fosse accaduto. Questo governo tecnico (il primo dal1946) è dipendente dal parlamento che in questi 3 anni non solo ha fatto poco o nulla ma ha peggiorato la situazione dell’Italia evitando (per incapacità) di porre un freno alla crisi. Certo i curricula dei neo-ministri sono ben altra cosa rispetto ai mediocri che Berlusconi ha sempre scelto. Come potranno gruppi parlamentari che fino a ieri si sono scontrati duramente improvvisamente concordare su argomenti come pensioni e patrimoniale? SuperMario ha evitato di inserire politici nella lista dei ministri (teniamo d’occhio Profumo e Catricalà vicini a PD e PdL) e nel suo discorso ha dato schiaffi e carezze. Puro stile democristiano. Un aspetto serio ed elegante senza eccessi che mai farebbe pensare alla possibilità di compiere nefandezze di ogni sorta.
Possiamo solo aspettare e giudicare i fatti. Possiamo sperare che i mercati reagiscano positivamente al cambio della guardia. Possiamo credere che saranno fatte le riforme che correggano la rotta del Paese senza prodursi nella macelleria sociale che si può temere in questi casi. Toccare il sistema pensionistico? Vediamo se ridurranno pensioni dorate e privilegi delle varie caste. Lo stile di Monti durante la sua carriera è stato quello di non scontentare mai nessuno: dovrà ottenere prima il consenso del parlamento (con PD e PDL come farà?) inevitabilmente escludendo le forze estremiste come Lega e IdV. In questo momento le forze più estreme forse avrebbero avuto la forza di produrre un cambiamento più radicale. Se farà bene sarà merito suo e del parlamento che ha dimostrato responsabilità, se farà male la colpa sarà della crisi e si andrà alle elezioni del 2013 con i soliti personaggi rimessi a nuovo.

Purtroppo non si poteva fare altrimenti.

I COLPEVOLI?TUTTI AL LORO POSTO

Posted by Stefano Tibiletti On settembre - 21 - 2011 ADD COMMENTS

l'eclisse della democrazia
Vittorio Agnoletto ha scritto un libro sui fatti del G8 di Genova del 2001. Lo sapevate? Io devo confessare che ne ero all’oscuro. Ieri sera (20 Settembre p.sso Villa Gargantini, Paderno Dugnano) ho assistito alla presentazione del libro “L’ eclisse della democrazia” (organizzato da Associazione Punto Rosso , Medicina Democratica, sez padernese Ass. Esposti Amianto, Circolo culturale La Meridiana)ed ho capito perché non ne avevo sentito parlare. Perfino Dandini e Fazio si sono rifiutati di parlarne in televisione.
Vittorio Agnoletto ha raccontato con lucidità e precisione come il libro è nato e alcuni fatti in esso contenuti. Hanno collaborato con lui il Lorenzo Guadagnuccigiornalista del Resto del Carlino Lorenzo Guadagnucci, testimone e vittima dei fatti della scuola Diaz ed hanno realizzato la prefazione Enrico Zucca (magistrato che ha condotto le indagini sui fatti della Diaz) e Andrea Camilleri.
Nella scuola Diaz la polizia fece irruzione e massacrò di botte numerose persone innocenti fino al punto di rischiare di uccidere due ragazzi che rimasero in coma ma che riuscirono a salvarsi. Fu una spedizione punitiva organizzata e pianificata: dopo il pestaggio, i “prigionieri” rimasero in balìa di minacce ed insulti dei poliziotti per altre due ore nelle quali l’unico pensiero che poteva attraversare le menti di chi era riuscito a scampare in qualche modo alle manganellate era “se questi sono i poliziotti allora nessuno verrà a salvarci”.
Una situazione terribile. Diritti e legalità eclissati insieme alla fiducia nello Stato dalla violenza brutale della polizia. Le vittime ancora oggi non possono dire di aver recuperato fiducia nella polizia e nei servizi segreti perché è stata loro negata la possibilità di farlo, in dieci anni si doveva e poteva fare qualcosa che non è stato fatto, le istituzioni non hanno chiesto scusa ai cittadini e non hanno dato nessun segno di poter aprire un dialogo e intraprendere una strada diversa da quella segnata con il G8 2001.
Quando si è cercato di accertare la verità, il comportamento della polizia è stato opposto a quanto si possa immaginare. Maggiore era la carica, minori erano le assunzioni di responsabilità e la collaborazione. Il magistrato Enrico Zucca usa la parola “eversivo” per descrivere il comportamento adottato per ostacolare la ricerca della verità durante le indagini post G8
Delusione e scoramento. Sentimenti suscitati dal comportamento delle forze politiche italiane, complici o assenti. Il problema è la controllabilità democratica di alcuni organismi dello Stato ed in che modo viene esercitata. Molti imputati o condannati per i fatti di Genova sono stati promossi ad incarichi superiori. Sembra incredibile ma ci sono individui con due condanne e cinque anni di galera da scontare (solo cinque perché altri reati sono andati in prescrizione) che restano al loro posto, non sono allontanati dal loro incarico e non si dimettono e sarà interessante osservare quello che succederà nei prossimi mesi quando si giungerà al terzo grado di giudizio poiché, se confermata la colpevolezza, saranno interdetti dai pubblici uffici per cinque anni. I dirigenti di polizia e servizi segreti rimarranno al loro posto dopo le sentenze?
Gianni De Gennaro, ai tempi dei fatti di Genova capo della polizia, oggi è capo del coordinamento dei servizi segreti, ed è stato condannato per induzione alla falsa testimonianza di un questore.
Ci sono direttive europee che obbligano alla sospensione in questi casi, ma nessuno dei nostri parlamentari ha avuto l’onestà e il coraggio di fare qualcosa e c’è da augurarsi che continuino nella loro apparente indifferenza dando modo a giudici e magistrati di confermare le condanne in cassazione, senza ricevere pressioni.
Sono davvero tanti gli esempi d’insabbiamento avvenuti in dieci anni. L’Avv. Franco Coppi, difensore di De Gennaro, ha fatto intuire, secondo Agnoletto, che era inutile continuare con le indagini perché il suo assistito era coperto dalla politica. In effetti, nonostante nell’estate 2010 De Gennaro abbia dato le dimissioni tutto il Parlamento le ha respinte.
Fu la Sinistra a mettere a capo della polizia De Gennaro e fu poi la Destra (salita al potere poco prima del G8 di Genova) a confermargli la fiducia proprio grazie alla dimostrazione data con le azioni alla Diaz e a Bolzaneto. Ma questo è solo uno dei tanti casi.
Su ventotto imputati solo in due hanno accettato di rispondere, mentre gli altri hanno scelto di “avvalersi della facoltà di non rispondere”. Siamo abituati a sentire queste frasi in televisione durante i film, ebbene in questo caso la realtà supera la finzione cinematografica.
Durante il processo Diaz sparirono le molotov: fu la presenza delle bombe artigianali trovate nell’edificio a giustificare l’irruzione della polizia. Durante un interrogatorio si scopri che un dirigente della polizia era a conoscenza della presenza delle molotov ancora prima di entrare nell’edificio, e lo stesso era stato ripreso con un sacchetto in mano, in realtà asseriva di non aver visto le molotov prima dell’ingresso nella scuola Diaz. Le prove di un processo sono conservate dalla questura. Durante le indagini per un altro processo (non collegato alla Diaz ma seguito dallo stesso magistrato) si scoprì chi e come fece sparire le prove e si salvò il processo Diaz.
Vittorio_AgnolettoI movimenti che nacquero dal 1999 previdero la crisi economica ed il disastro ambientale che si sono puntualmente verificati. Secondo Agnoletto furono deliberatamente ostacolati con ogni mezzo da parte di diversi gruppi di potere a livello internazionale.
In previsione del G8 di Genova si addestrarono alla guerriglia gruppi speciali della polizia come il 7° nucleo del 1° reparto di Roma. Si scelsero militari giovani, di leva, che in situazioni di stress e stanchezza per i giorni di veglia potessero perdere il controllo. Tutto questo portò alla morte di Carlo Giuliani.
In tante occasioni si è sentito dire dalla gente comune che era meglio se in molti fossero rimasti a casa. I problemi non furono creati dalle associazioni pacifiste ma da altri. C’è un episodio significativo che speiga come andarono le cose a Genova: Ad un incrocio, racconta Agnoletto, le forze di polizia comandate dal capitano Bruno ignorarono i Black Bloc, entrarono in una via e caricarono il corteo dei pacifisti, le indicazioni della questura che ordinava di fermarsi non raggiunsero la squadra del cap. Bruno. Ci si chiede a quali ordini stessero obbedendo. È innegabile che infiltrati della polizia fossero presenti e che i Black Bloc facessero, con le loro azioni violente, il gioco di chi voleva gettare discredito su movimenti come il “Genoa Social Forum” e molti altri.
Dobbiamo avere una coscienza comune di quello che è accaduto, non bastano le condanne o i racconti dei fatti. Questo libro è uscito nel maggio di quest’anno. Agnoletto racconta di aver lavorato sotto scorta con e-mail e numero di telefono intestati a un altro nome. Ha dovuto subire, come i suoi collaboratori e persino il vicino di casa, minacce e intimidazioni. Ogni capitolo del libro era inviato sia alla casa editrice sia al notaio ed è stato sempre in contatto col suo avvocato. Alla presentazione in Feltrinelli era presente un solo giornalista dei 250 invitati e veniva dalla Svizzera. C’è un episodio tra i tanti raccontati da Vittorio Agnoletto che, secondo me, rappresenta il clima nel quale hanno dovuto vivere: “Un giorno apro la porta di casa e trovo due persone sul pianerottolo che mi dicono di dover entrare e fare quattro chiacchiere, per pura coincidenza squilla il telefono ed è il mio avvocato che mi consiglia di chiamare la Digos. Io rispondo che, molto probabilmente, i due individui sulla porta di casa sono della Digos e il mio avvocato insiste perché io chiami per lasciare tracce e prove nel caso dovesse succedermi qualcosa”.
Durante la serata sono stati raccontati altri fatti riguardanti il G8, la Diaz e Bolzaneto. Le verità sono state accertate, vi sono stati i processi e le condanne ma il buio dell’eclisse permane. Ora bisogna occuparsi di fare luce su questi dieci anni, l’oscuramento è temporaneo e devono tornare la speranza e la fiducia.

MANOVRA:IVA DAL 20 AL 21%

Posted by Valentina On settembre - 7 - 2011 ADD COMMENTS

Consumatori sul piede di guerra per l’aumento dell’Iva, si va dal caffé, il vino, la cioccolata i detersivi all’abbigliamento, calzature, giocattoli, ai televisori, sui pacchetti vacanza le auto e moto.
Vera e propria ’stangata’ a danno degli italiani che il Codacons quantifica addirittura in 290 euro l’anno, mentre nel mirino della Federconsumatori c’e', in particolare, il rincaro della benzina. Una spesa aggiuntiva di 32 euro l’anno, che sommati agli aumenti registrati da agosto 2010 (440 euro tra costi diretti e indiretti sui carburanti), portano a superare i 470 euro.
Torna ancora a cambiare volto la manovra,rispetto alle promesse fatte solo dieci giorni fa (no all’aumento dell’Iva, no al cosiddetto contributo di solidarietà): tutto revocato all’interno del provvedimento scaturito dagli ultimi incontri e si cerca di fare presto nell’approvazione di un provvedimento che sta scontentando un po’ tutti i settori sociali.
Ecco le novità:
- Il problema maggiore è legato all’aumento dell’Iva al 21%, che a regime varrà circa 4,2 miliardi.
- Ripristino del contributo di solidarietà ma solo sopra i redditi superiori ai 300mila euro e con un’aliquota del 3%.
- Anticipo dal 2016 al 2014 del meccanismo per alzare gradualmente l’età pensionabile delle lavoratrici private da 60 a 65 anni. Viene anticipato di due anni il progressivo innalzamento dell’età per la pensione delle donne nel settore privato, stabilito a 65 anni.
- Una tassa del 3% per i redditi superiori a 300 mila euro (in un primo tempo, si era pensato ai redditi sopra i 500 mila euro): le prime stime parlano di un introito netto per la finanza pubblica pari a 53,8 milioni di euro nel 2012 e di poco più di 144 milioni di euro nei due anni successivi.
Le modifiche sono confluite in un maxi-emendamento presentato al Senato su cui il governo ha posto la fiducia (la 49esima dall’inizio della legislatura), che è stata autorizzata da un improvviso Consiglio dei ministri pomeridiano.
Il timore ora e’ che ci possa essere un’impennata dei prezzi dei beni di largo consumo.
Secondo Carlo Rienzi, presidente Codacons L’aumento di 290 euro e’ una media, il costo sara’ maggiore se si tratta di una famiglia numerosa. Il rialzo portera’ ad un aumento di tutti i prodotti indistintamente perche’ l’Iva viene scaricata sui consumatori. Saremo destinati a veder salire anche l’inflazione: certamente non una bella notizia con gli stipendi e le pensioni ferme”.
Allarme, sulla benzina da parte della Federconsumatori, secondo cui gli effetti saranno particolarmente pesanti per le tasche degli italiani. Dice il presidente della Federconsumatori, Rosario Trefiletti: ”Solo l’1% in piu’ comportera’ un aumento di 1,3 centesimi al litro. Ci saranno, ricadute negative per fare il pieno di benzina, ma anche sul tasso d’inflazione: i beni in Italia sono trasportati su gomma, pertanto ci saranno effetti sui prezzi”
Ecco la situazione nel resto d’Europa

iva-europa

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LA FEDE NELL’UOMO

Posted by Stefano Tibiletti On agosto - 23 - 2011 ADD COMMENTS

Riportiamo alcune frasi del cardinal Bagnasco, tratte da un’intervista a “Radio Anch’io”, come punto di partenza per la nostra riflessione

“Ritrovare e coltivare il rapporto con la gente”
“Nessuna società, nessun governo, nessuna politica deve temere la profezia della Chiesa”.
“Quello della famiglia – ha spiegato il presidente della Cei parlando della manovra – è un punto centrale: è stata in questa crisi una valvola di sicurezza enorme e sarebbe miope e dannoso non considerarla e come un ganglio vitale. Non perdiamo questo patrimonio, questo punto fermo, se la famiglia non è al centro della politica, la società non va da nessuna parte”
Circa l’evasione fiscale
“Sono impressionanti – ha detto a Radio Anch’io – le cifre che si leggono sull’evasione fiscale”. “Come pastori – ha spiegato il presidente della Cei – dobbiamo porci soprattutto non dentro questioni politiche ma in un richiamo etico e fare appello alla coscienza di tutti e di ciascuno perché anche questo dovere possa essere assolto” “È un dovere di tutti”.
“È necessario rivedere gli stili di vita, che tutti facciano la loro parte rinunciando a benefici eccessivi e privilegi”. “Si tratta – ha concluso – di individuare correttivi da una sintesi superiore che possa essere più rispondente e che insieme cresca maggiormente il senso dell’uomo: abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, laddove c’è ancora un livello troppo alto ci si ricomponga”.

Queste parole hanno scatenato, in particolare sul web, una valanga di polemiche.
Noi di Altroparere abbiamo cercato di aspettare che si calmassero le acque prima di intervenire sull’argomento per evitare le prime fiammate di rabbia istintiva dei lettori e cercare così di ragionare con maggiore lucidità, a mente fredda.
Nel panorama politico e religioso di questa estate 2011 ci sono alcuni tasselli da aggiungere al mosaico.
Facendo varie ricerche sul web abbiamo trovato non solo invettive anticlericali inneggianti ad una nuova Porta Pia ma anche ragionamenti pacati di coloro che, da credenti o non credenti, si chiedono perché in un momento di grave crisi anche la Chiesa non faccia un passo indietro per aiutare prima di tutto i cittadini italiani, il popolo medio-basso colpito da crisi economica e manovra del governo.
gmg-madrid-logoIl colpo definitivo è arrivato dalle cifre spese per la Giornata Mondiale della Gioventù: si parla di 100 milioni di euro sborsati dal governo spagnolo per l’imponente macchina organizzativa per ricevere il Papa. Ci sembrano più che legittime le proteste degli Indignados.
Anche dall’Italia sono giunte numerose lamentele di fedeli circa la scarsa organizzazione dell’evento, troppi i soldi spesi a fronte di pasti scarsi. Bisogna ricordare che non erano presenti solo papaboys ma anche giovani in cerca di nuove esperienze spirituali che andassero oltre le indicazioni della Chiesa e oltre un Papa “intellettuale” sicuramente meno adatto del suo predecessore ai bagni di folla.
La crisi è un momento nel quale si cercano soluzioni, modelli o punti di riferimento da seguire per risolvere la difficile situazione. Se la politica è vista come una casta di privilegiati restia a rinunciare a certi benefici ingiustamente accumulati negli anni attraverso una totale complicità dei suoi membri almeno la Chiesa dovrebbe dare l’esempio. Invece sembra che oltre ai numerosi privilegi di cui gode le sue azioni vadano verso un’altra direzione.
Aggiungiamo un altro tassello al mosaico e spostiamoci a Rimini.
Non è questa la sede per un’analisi del Meeting di Comunione e Liberazione.
5167_gI dati sono facilmente reperibili in rete. Ma un elemento interessante è la sponsorizzazione da parte della Regione Lombardia. Lo scorso anno i 168mila euro stanziati dalla giunta Formigoni scatenarono numerose polemiche (vedi Lega), così quest’anno al Pirellone si è deciso di dimezzare l’importo (84mila euro) ma curiosamente tra gli sponsor figura anche Trenord, compagnia ferroviaria partecipata dalla Regione. Sembra una mossa scaltra per continuare con il finanziamento del Meeting cercando di ridurre l’importo di facciata e passare comunque i soldi tramite altre vie. La Lombardia non è l’unica a sponsorizzare l’evento: sono state sette le regioni che si sono impegnate ad affittare uno stand alla fiera oltre a due ministeri, tre comuni, due province. Una montagna di soldi pubblici.
Se l’ammontare delle sponsorizzazioni provenisse solo da privati non ci sarebbe nulla da ridire ma un milione e mezzo di soldi pubblici paiono davvero troppi considerando il potere economico della Compagnia delle Opera, il braccio economico di CL.
Ciliegina sulla torta la visita del presidente Napolitano. In passato solo Cossiga e Scalfaro accettarono l’invito mentre Pertini e Ciampi rifiutarono. Quello di Napolitano è stato un comportamento super partes? Desiderio di celebrare il 150° dell’unità d’Italia? Autentico senso di responsabilità verso il nostro traballante Paese contro i campanilismi politici? Dobbiamo avere fiducia nelle parole del Presidente ed interrompere l’italica consuetudine di vedere il marcio sotto ogni comportamento altrimenti la ripresa sarà quasi impossibile. La ricerca di una classe politica “perfetta” può portare solo all’immobilismo. Ognuno dovrebbe pensare alla propria casta: giornalisti, politici, religiosi, elettori, lavoratori, i più ricchi come i meno fortunati. Meno doloroso e meno difficile sarebbe da digerire se tutti tagliassero “benefici” invece di vedere la pagliuzza nel proprio occhio e criticare quella che sembra una trave nell’occhio degli altri.
don_gallo1Quando Bagnasco ha rilasciato quell’intervista a “Radio Anch’io” è scoppiata la rivolta mediatica. Anche buona parte del mondo cattolico come don Gallo ha disapprovato il comportamento fuori luogo di molti politici “cattolici” e di molti cardinali e vescovi. Segnaliamo anche il blog cattolico “Adista” che non risparmia certo critiche all’operato della Chiesa.
Sono ormai sulla bocca di tutti le cifre di 8×1000, Ires e Ici. In sintesi possiamo dire che la Chiesa grazie a Concordato e uomini politici, sia di destra che di sinistra, ha ottenuto enormi somme di denaro pubblico: circa un miliardo di euro provenienti direttamente dall’8xmille ed altri due miliardi dalle agevolazioni fiscali su Ici ed Ires. La Chiesa è esente dal pagamento dell’Ici sugli immobili non destinati al culto ed ha la riduzione del 50% sull’Ires. Si potrebbe parlare di concorrenza sleale nei confronti di tutte quelle attività commerciali che devono pagare le tasse per intero. Una forte ingerenza della Chiesa nello Stato italiano che appare impossibile da estirpare (vedi anche bocciatura del disegno di legge sull’omofobia). Una proposta potrebbe essere quella di sospendere il concordato per almeno tre anni facendo pagare l’Ici, l’Ires e dimezzando l’8xmille.
Ultimo spunto di riflessione per completare il nostro mosaico.
Nel panorama politico italiano assistiamo ad una profonda crisi del centro – destra. Il berlusconismo sembra al tramonto e già si affacciano all’orizzonte i pretendenti al trono. In particolare l’imposizione di Alfano come segretario di partito è da ascriversi come una svolta moderata e cattolica del Pdl contro i personalismi e gli eccessi del recente passato. Contro l’ex guardasigilli si schiera però un potente rivale: Roberto Formigoni.
Roberto FormigoniDopo quattro mandati in Lombardia è probabile che punti a candidarsi come premier del centro destra alle prossime elezioni forte del consenso al suo operato e soprattutto del potere politico ed economico accumulato attraverso CL. Gli ospedali in Lombardia sono nelle mani della Compagnia delle Opere come del resto l’intera sanità lombarda.
La rete delle imprese della CdO fattura 70 miliardi di euro. Sono inoltre sempre più stretti i rapporti tra CdO con Coop Italia e Centrale italiana ( Coop, Despar, Sigma, Gigante). Il presidente Tassinari nel 2009 dichiarò: “Coop e CdO sono mossi dagli stessi valori e stiamo cercando di fare grandi cose insieme”. Le cooperative “rosse”nel settore costruzioni hanno in mano l’edilizia lombarda e la CdO ha vinto bandi per 360 milioni di euro per lavori tra Milano e Malpensa.

Un forte segnale della ricerca di una nuova DC sta nell’operato del cardinal Bertone che ha incontrato politici cattolici e organizzazioni ecclesiali tra le quali, guarda caso, la “nostra” CdO. Con le stesse finalità fece una cena con Berlusconi a casa di Vespa: appare come un altro segnale dell’intenzione fortemente politica del Segretario dello Stato Vaticano di ricostituire un partito dei cattolici che possa fungere da intermediario tra Stato e Chiesa.

Lo spessore politico degli attori è decisamente diverso come profondamente cambiata è la società. Quali saranno le conseguenze nel prossimo futuro?

TAGLI PENSIONI? NON PER TUTTI

Posted by Valentina On agosto - 23 - 2011 ADD COMMENTS

Nel 1994 Il Governo Dini emana una riforma delle pensioni che trasforma il sistema pensionistico italiano da retributivo a contributivo.
Oggi parliamo nuovamente di pensioni, si discute se sia giusto o meno tagliare le pensioni a chi, con fatica, ha lavorato una vita, ma il dibattimento non riguarda proprio tutti.
Lamberto Dini: una pensione Inps da circa 7 mila euro mensili, una da Banca d’Italia da oltre 18 mila euro. Entrambe per 13 mensilità. Circa 27 mila euro al mese, l’equivalente di quanto percepiscono in media 54 pensionati.
Gli Italiani che sentono parlare solo di tagli e di grandi sacrifici per i prossimi anni ringraziano.

Lamberto_dini
Per capire con chi abbiamo a che fare riportiamo una breve biografica dell’uomo politico
Ritratto di Lamberto Dini, uomo politico esponente del centro sinistra, del centro destra, poi della Margherita e poi ancora del PDL

Lamberto Dini (Firenze, 1º marzo 1931) dirigente d’azienda, economista e politico italiano
Sposato con Donatella Pasquali, condannata il 3 dicembre 2007 a 2 anni e 4 mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta in relazione ad un falso in bilancio e ad un crac da 40 miliardi di lire , pena revocata.
- Il 15 settembre 1979 è nominato dal Francesco Cossiga direttore generale della Banca d’Italia,
- Dal settembre 1993 al giugno 1994 è uno dei vice-presidenti della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI).
- Il 10 maggio 1994 fa il suo ingresso nel Governo Berlusconi I come ministro del Tesoro. Il Governo Dini emana una riforma delle pensioni che trasforma il sistema pensionistico italiano da un sistema di tipo retributivo ad un sistema di tipo contributivo.
- Nell’aprile 1996 Dini, aderisce alla coalizione di centrosinistra dell’Ulivo di Romano Prodi, si presenta con una lista personale, la Lista Dini confluisce nel progetto de La Margherita.
- Nel 2006 è rieletto senatore della Margherita.
- Il 6 giugno 2006 è eletto Presidente della Commissione Esteri del Senato.
- Il 1º ottobre 2007 presenta ufficialmente il simbolo dei “Liberaldemocratici”, fondato con Natale D’Amico, Daniela Melchiorre, Giuseppe Scalera ed Italo Tanoni. Il 3 dicembre 2007, la moglie di viene condannata dal Tribunale di Roma a due anni e quattro mesi di reclusione (pena condonata per effetto dell’indulto) e all’interdizione dalla gestione di cariche societarie per dieci anni (pena sospesa).
- In occasione del voto sulla legge Finanziaria del 2008 Lamberto Dini, pur votando la manovra di bilancio, annuncia il suo distacco dalla maggioranza di centrosinistra, auspicando il superamento del Governo Prodi
- Il 24 gennaio 2008, in occasione di un importante passaggio parlamentare di fiducia al Governo Prodi, il senatore Dini, eletto nelle file del centrosinistra, insieme ai Popolari UDEUR di Clemente Mastella, annuncia di votare contro, contribuendo in maniera determinante alla caduta del governo.
- L’8 febbraio 2008 annuncia l’adesione dei Liberal Democratici al nuovo partito del Popolo della Libertà, cambiando ancora una volta coalizione (dal centro-sinistra al centro-destra).
- Il 10 marzo 2008 è eletto nuovamente senatore nelle file del PdL per la circoscrizione Lazio. Matteo Renzi all’ epoca Presidente della Provincia di Firenze lo aveva in precedenza invitato a non ripresentare la sua candidatura in Toscana, dove era già stato eletto parlamentare per tre legislature con i voti del centrosinistra[3].

- Il 30 maggio 2008 Dini lascia i Liberal Democratici (che rescindono il patto federativo con il PdL) per aderire direttamente al Popolo della Libertà

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CONFERENZA STAMPA SULLA MANOVRA

Posted by Stefano Tibiletti On agosto - 13 - 2011 ADD COMMENTS

Conferenza stampa di Tremonti, Calderoli, Sacconi
Ecco una sintesi di dichiarazioni e punti salienti del decreto


TREMONTI
Breve premessa. Il testo del decreto è in fase di bolli natura per via di ulteriori modifiche. Bisogna dire che se ci fossero gli eurobond non si sarebbe arrivati a questo punto. Ci sono vari modelli adottabili come quello proposto dal primo ministro del Lussemburgo e da Tremonti. Se non si attueranno gli eurobond le complessità aumenteranno. La manovra di luglio è stata accolta con molto favore dall’Europa quindi le critiche su questa manovra, che ne è un’evoluzione, paiono poco comprensibili. Purtroppo l’evoluzione in questi termini della crisi non era del tutto prevedibile, basta osservare la curva degli spread. A tal proposito visto che è un’estate di lavoro il ministro dell’economia scriverà un libro su come , secondo lui , sono andati i fatti. Punto fondamentale è che dal vertice di luglio 2010 ai mercati si trasmette l’idea dei Europa unita dal punto di vista degli obiettivi comuni: dal canto suo l’Italia indica il pareggio di bilancio per il 2014. La non fiducia dei mercati e la difficoltà della gestione della crisi greca portano alla situazione attuale. Ci si aspettava l’opera della BCE tramite il fondo europeo ma non c’è stata e la curva è salita. Intanto la situazione americana continuava a peggiorare e non era certo facilmente prevedibile. Il fatto che la crisi riguardi anche altri paesi dell’Europa pone grande attenzione sul vertice franco-tedesco che ci sarà nei prossimi giorni.
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CALDEROLI

Costi dell’apparato burocratico
Premessa: questa manovra è un’estensione ed un completamento della precedente. La pressione pubblica per ottenere tagli ha spinto il governo a fare di più e prima. Dimezzamento dei parlamentari e fine della bicamerale come la intendiamo oggi: saranno rivisti ruoli e competenze per snellire le procedure e ridurre i tempi delle navette. Per quanto riguarda la riduzione delle indennità: la “patrimoniale” sarà applicata con gli stessi criteri anche ai parlamentari. Se un deputato ha introiti da altri lavori che superano del 15% l’indennità, l’importo di quest’ultima sarà dimezzato. Le spettanze ai parlamentari saranno legate alle presenze.

Regioni
Applicazione del principio premi e sanzioni: ci saranno quattro livelli di virtuosità che premieranno amministrazioni capaci e sanzioneranno quelle meno virtuose. Taglio di 160 consiglieri regionali e assessori. Riduzione delle stipendio come per i parlamentari. Introduzione di un revisore dei conti.

Province
La totale eliminazione (Calderoli si dice contrario) può avvenire solo attraverso una riforma costituzionale. In questa manovra ci sarà un forte taglio in base a due criteri: via quelle con meno di 300.000 abitanti o con una superficie inferiore a 3.000 Km2 . l’operazione sarà effettuata tra un paio di mesi quando sarà fatto il censimento della popolazione, poiché quello disponibile ora risale al 2001 e non può essere considerato attendibile. I tagli riguardano 29-35 province (a seconda del censimento) quindi un 25-35%.

L’Ansa ha diffuso l’elenco delle 36 province sotto i 300 mila abitanti
Ascoli Piceno: 214.068 abitanti (Pdl). Asti: 221.687 (Pdl). Belluno: 213.474 (Lega). Benevento: 287.874 (Pd). Biella: 185.768 (Lega). Caltanissetta: 271.729 (Mpa). Campobasso: 231.086 (Pdl). Carbonia-Iglesias: 129.840 (Pd). Crotone: 174.605 (Pdl). Enna:172.485 (Pdl). Fermo:177.914 (Sel). Gorizia:142.407 (Pd). Grosseto:228.157 (Pd). Imperia:222.648 (Pdl). Isernia:88.694 (Pdl). La Spezia:223.516 (Pd). Lodi:227.655 (Lega). Massa Carrara: 203.901 (Pd). Matera:203.726 (Pd). Medio Campidano:102.409 (Pd). Nuoro:160.677 (Pd). Ogliastra:57.965 (Pd). Olbia Tempio: 157.859 (Pdl). Oristano: 166.244 (Pdl). Pistoia: 293.061 (Pd). Prato: 249.775 (Pd). Rieti: 160.467 (Pd). Rovigo: 247.884 (Pd), Savona: 287.906 (Pdl). Siena: 272.638 (Pd). Sondrio: 183.169 (Lega). Terni: 234.665 (Pd). Trieste: 236.556 (Pd). Verbano-Cusio-Ossola: 163.247 (Pdl). Vercelli: 179.562 (Pdl). Vibo Valentia: 166.560 (Pd).

Comuni
Aspetto molto importante del Paese. Abbiamo 8094 comuni dei quali 1970 sotto i mille abitanti. Il concetto alla base della manovra è spingere all’associazionismo tra comuni per ridurre personale e costi: sotto i 5000 abitanti si spingono le unioni tra comuni, sotto i 10.000 l’associazionismo. Se non si rispettano i parametri si rischia il commissariamento. Questa riduzione di oltre 50.000 poltrone è il secondo intervento in legislatura: all’inizio erano 140.000 ed ora sono 53.000 con una riduzione di 87.000 poltrone (meno 60%) e dell’indotto ad esse collegato. In passato in Italia c’era un amministratore ogni 428 cittadini ora si è passati ad uno ogni 1100.

Tagli ai “voli blu”: i politici dovranno volare in classe economica.

Federalismo fiscale: non sono stati prodotti amministratori felici con questa manovra ma, dice il ministro, nessuno farebbe questi tagli se non per obbligo. L’anticipo al gennaio 2012 è stato fatto per risolvere la crisi. Non vengono fatti tagli lineari ma basti sul merito (addirittura per i virtuosi migliora la condizione economica).

Semplificazione
Modifica all’Art 41 (in sintesi: l’iniziativa d’impresa è libera tranne determinati settori): in linea con l’abolizione di 400.000 leggi tutto ciò che contrasta la futura legge 41 sarà tagliato.
Abolizione della Sistra (tracciabilità dei rifiuti): richiesta da Europa e imprenditori
Soppressione degli enti con meno di 70 addetti
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SACCONI
Sostegno alla crescita del Paese tramite l’incentivazione delle assunzioni. Sotto sollecito della BCE maggiore peso alla contrattazione aziendale (organizzazione, produzione, lavoro) anche i contratti di collaborazione rientrano nella contrattazione aziendale. Riconoscimento come erga omnes degli accordi coerenti con le regole che le parti hanno stabilito. Le norme nella manovra potenziano le parti sociali. Il legislatore sostiene ed esalta l’autonomia delle parti (qui il ministro cita Biagi). La volontà è quella di stabilire il primato del contratto sulla legge, più idoneo a modulare tutele (più specifico della situazione e meno universale delle leggi). Limitazioni sull’abuso dei tirocini. Sanzioni per il reato di caporalato (sfruttamento del lavoro). Liberalizzazioni delle libere professioni ordinistiche e non: le prime sottoposte a disposizioni per la tutela del cliente (assicurazione); incremento della concorrenza tramite maggiore libertà della pubblicità; possibile deroghe sul compenso. Le seconde sono liberalizzate tramite divieti di restrizione.
Sul lavoro si è cercato, secondo le volontà degli attori, di ottenere maggiore flessibilità delle regole.
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TREMONTI
From status to contract
La rivoluzione liberale si attua attraverso la dialettica ma il processo di tesi-antitesi-sintesi è lungo e complicato. In una settimana sono stati fatti grandi passi in avanti.
Liberalizzazioni: salvo l’acqua e tenedo conto delle realtà locali si cerca di favorire la concorrenza per abbattere i costi ed avere servizi migliori.
La gestione delle festività laiche spetta al governo mentre per quelle religiose serve un intesa con la Chiesa: un esempio difficile da gestire sono le feste patronali (serve un decreto).

Finanza pubblica

Rispetto alla vecchia manovra:
2011 2 mld (obiettivo deficit 3,9 mld)
2012 5,6 mld
2013 24,9 mld
2014 47mld

Elementi suggeriti dall’Europa e applicati dall’Italia per ottenere il paraggio nel 2014. Ora le grandezze sono anticipate al 2013 (anno del pareggio)

2011 restano invariati
2012 sale a 25,7 mld
2013 sale a 48,8 mld

L’anticipo non è un semplice slittamento, l’impatto è diverso.
Tagli ai ministeri ed agli enti locali per 6 mld: con la Robin Hood si dovrebbe recuperare 2 mld da rispalmare su enti e regioni.
Livellamento al 20% dal 12,5% della tassazione sulle rendite (esclusi titoli di stato)

1 mld da giochi, accise, tabacchi
1 mld dall’abbassamento della tracciabilità a 2.500 euro nuovi studi di settore, lotta all’evasione

Forti sanzioni per chi non emette scontrino fiscale e sospensione dall’ordine professionale per chi non emette ricevuta. Riformati gli studi di settore.

1mld dalla pensioni

La riforma assistenziale e fiscale quest’anno porterà a 4 mld di risparmio: se non sarà efficace è prevista una clausola per altre riduzioni fiscali per modulare in base all’imponibile.

Contributo solidarietà

Riguarderà tutti i contribuenti, tutto il comparto lavoro (non solo gli statali). Sarà plafonata; sarà deducibile dal reddito per ridurre l’impatto
5% per i redditi eccedenti i 90.000 euro
10% per quelli oltre i 150.000 euro
Sbarramento a tre anni (2011-2012-2013)
Campo di applicazione più equo, non ci saranno tagli in busta paga

Pensioni

Equiparazione uomini e donne per l’età pensionabile
Anticipo al 2016 dell’innalzamento dell’età pensionabile delle donne nel settore privato.
Adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita: nel 2050 sarà di 70 anni. L’Italia era rimasta l’unico Stato a non aver ancora alzato (abbassato con Prodi) l’età pensionabile.
Per il pubblico impiego: nel caso di richiesta di anticipo della pensione, attesa di 24 mesi per ottenere il TFR

In risposta alle domande dei giornalisti
Rassicurazioni di Tremonti sul sistema pensionistico italiano che sarebbe il più stabile in Europa
Nel decreto è presente anche un blocco di norme per contribuire al fondo dell’Europa (vedi aiuti alla Grecia)
I tagli alle province non si effettuano subito non per prendere tempo ma si deve aspettare il censimento di questo autunno con i nuovi dati sulla popolazione delle province.
Sulla tredicesima ci saranno slittamenti nell’erogazione ma nessun taglio
Il governo non mette mano all’art. 18 (statuto dei lavoratori): il licenziamento è modulato dalle parti tranne quello per motivi discriminatori e per maternità che non vengono toccati
La soppressione di prefetture e uffici di governo insieme alle provincie (non si tocca il settore giudiziario) ridurrà l’impianto “napoleonico” dello Stato (fatto prima dell’avvento dell’automobile)Le previsioni di crescita non sono state valutate: per ora si conta uno 0,1% derivante dalla modifica delle festività ma per ora impatti sul PIL non sono ancora stati calcolati.

MANOVRA: LE REAZIONI DEI POLITICI

Posted by Stefano Tibiletti On agosto - 13 - 2011 ADD COMMENTS

In attesa di recensire la conferenza stampa di Tremonti, riportiamo le dichiarazioni a caldo, avvenute ieri sera dopo la presentazione della manovra, di alcuni esponenti della politica italiana.
Ecco i punti principali che elencheremo meglio nel prossimo articolo:

- “Patrimoniale” che preleva il 5% dai redditi eccedenti i 90000 euro ed il 10 % oltre i 150000 euro;
- Aumento della tassazione sulle rendite dal 12,5% al 20%; taglio di 36 province sotto i 300000 abitanti e conseguenti 54000 poltrone;
- Accorpamento dei comuni sotto i 1000 abitanti; sanzioni e chiusura per chi non emette scontrino;
- Stop ai ponti, feste spostate alla domenica; tagli ai ministeri per 6 MLD di euro; tracciabilità dei pagamenti oltre i 2500 euro.


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Un entusiasta Antonio Di Pietro saluta la manovra varata da Tremonti forte delle sua nuova impostazione moderata e responsabile. Itagli sono necessari per il bene del Paese ed auspica che non si debba arrivare a votare la fiducia in Parlamento
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Bersani si dice preoccupato seriamente. Questa manovra andrà a pesare sui ceti medi tramite maggiori imposizioni e sui ceti popolari a causa dei tagli su comuni e province. Non vede ristrutturazione ma solo un anticipo della manovra. L’incertezza rimane perché al governo sono tremati polsi e gambe ed hanno preso in giro gli italiani non rispondendo al problema. Il taglio lineare del 20% sulle detrazioni per le famiglie colpirà i familiari a carico (figli e parenti anziani o disabili) e per tre anni non sarà possibile effettuare detrazioni. Come sempre non vengono colpiti gli evasori rischiando il crollo del Paese.
In autunno,al ritorno dalle scarne vacanze, gli italiani troveranno una bella sorpresa: circa 400 euro in meno nelle proprie tasche
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Il ministro Rotondi sottolinea la capacità di risposta unitaria del governo e sistema Paese, rassicurante per mercati e cittadini. Si augura che il PD e le opposizioni non arrivino alla fiducia. Sono colpiti gli elettori di destra (ma non solo) e gli evasori. Nessuno ha pensato alla patrimoniale (a noi sembra sia stata fatta ndr). Ora la parola sacrificio non è più un tabù e siamo in sintonia col momento difficile. Il ministro avrebbe tagliato tutte le province ma la Lega si è opposta paventando un federalismo che ridurrà i costi della politica. Il taglio dei costi della poitica attuato tramite eliminazione di oltre 50000 poltrone ed attraverso un dimezzamento dell’indennità da parlamentare se si percepisce uno stipendio più alto dell’indennità. La tracciabilità è un provvedimento in linea con l’Europa, dove di usano maggiormente le carte di credito: fondamentale per la sopravvivenza. La fine delle festività infrasettimanali non rientra in una politica di austerity modello anni ’70 e dovrà tenere in considerazione feste religiose. Una manovra che pone fine alla demagogia su futuro ed economia. La lettera ricevuta dalla BCE ha contenuti pubblici e contenuti privati: quelli pubblici sono stati resi noti da Letta ed ottemperati dal governo mentre quelli privati non sono di interesse nazionale.”
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Molto critico Tosi. Serve una manovra diversa coraggiosa e non che rastrelli denaro per tamponare le falle. Serve un rilancio dell’economia possibile solo attraverso la rinuncia ai tagli. I comuni sono in forte crisi, la manovra certo non aiuta a far quadrare il bilancio. Prendere altre manovre e riproporle in fotocopia lascia molto delusi soprattutto dall’impostazione “ragionieristica”.
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Anche Formigoni si aggiunge al coro degli scontenti, propone di tagliare anche le regioni e creare cinque macro-regioni di carattere europeo. Quella delle regioni non è una difesa corporativa. Il problema è come affrontare tagli derivanti dalla terza manovra dell’anno: devono essere spalmati meglio perché già nel 2010 sono stati ingenti così come nella manovra di luglio 2011. Operare il 50% dei tagli sulle regioni che pesano per il 16% sul bilancio pare eccessivo e comporta l’impossibilità di aiutare chi ne ha bisogno sia cittadini che imprese. Sono previsti tagli alle regioni per 5-6 MLD di euro: spero che Berlusconi sia attento e sensibile verso ceti più bassi.”

ESTATE INGLESE

Posted by Stefano Tibiletti On agosto - 12 - 2011 ADD COMMENTS

In questi giorni stiamo assistendo ai fatti dell’estate inglese con grande apprensione.
Le reazioni sono state moltissime, il web è inondato da articoli, commenti, sfoghi e invettive, analisi di ogni tipo.
Cameron vorrebbe chiudere i social network in caso di ulteriori sommosse ed usare cannoni ad acqua se la polizia dovesse ritenere le attuali misure di contenimento insufficienti.
La minaccia di dure repressioni ha fatto accostare la civile GB ai regimi del medio oriente: lo Stato che tenta di proteggersi e proteggere cittadini innocenti riportando l’ordine ed impedire ulteriori gravi incidenti non ha nulla a che vedere con regimi totalitari nei quali ogni libertà è negata.
Che le misure repressive siano brutali è sbagliato ma inevitabile se si giunge al punto del non ritorno. Il vandalismo e la violenza sono da condannare sempre, sia che provengano dai teppisti sia che l’artefice sia la polizia. A tal proposito è singolare come si sia rapidamente dimenticato che le rivolte sono scoppiate per l’assurda uccisione di un giovane, ad opera della polizia: gli agenti sostengono che sia stato il giovane stesso per primo ad aprire il fuoco. Fatti ancora da accertare. Ma non sono da accertare le azioni compiute dalla polizia che respinse i familiari della vittima rei di chiedere spiegazioni dell’accaduto.
Dal 1998 ad oggi sono 300 le vittime della polizia che chiedono giustizia. Ciò che è successo dopo sono saccheggi e violenze in alcun modo giustificabili.
Non ci sono moti rivoluzionari in atto. Quello che è accaduto non ha nulla a che vedere con la Primavera Araba se non l’uso dei social network come passaparola. I furti alimentano la convinzione che siano in atto solo saccheggi privi di altri più profondi significati sociali. I vandali non hanno colpito il potere o il sistema ma cittadini, non molti distanti per condizione sociale. Tutto questo fa bene solo al potere.
Ci sono due atteggiamenti nei confronti dei giovani colpevoli di aver messo a ferro e fuoco la periferia di Londra.
C’è chi tenta di analizzare le cause di questi comportamenti e giunge ad ascrivere la responsabilità quasi in blocco al governo ed alla società capitalistica e consumistica nella quale viviamo, colpevole inoltre della grave crisi nella quale ci troviamo e sarebbe concausa delle rivolte.
Altri riferiscono (spesso da Londra) che il governo inglese opera un welfare che non ammette critiche, attento a disoccupati e famiglie poiché attraverso assegni generosi consente di poter vivere dignitosamente.
Solo durante i momenti di forte crisi ci si rende conto che il sistema non funziona ed emergono ingiustizie e privilegi. I giovani, giovanissimi teppisti inglesi, sono vittime di un sistema che li taglia fuori dal futuro. Abbandonati dalle famiglie, senza istruzione, senza lavoro, hanno approfittato di una scintilla per seminare il caos durante l’incendio. Sono il campanello d’allarme che dovrebbe farci capire come siano gravi le condizioni in cui questi ragazzi vivono ed è inutile additarli come semplici vandali, solo perché non ci sono dotte rivendicazioni sociali e non è presente un’organizzazione che indichi la strada della riscossa sociale.
Chiamare a gran voce una dura repressione che soddisfi la pancia dei giustizialisti e riporti la pace tra coloro che lavorano e non restano immobili ad aspettare il sussidio di “Mamma Stato” è un comportamento comprensibile ma non giustificabile. Sicuramente porta ordine e appaga le coscienze di chi lavora e paga le tasse ma ha come unico effetto di generare altra rabbia, e percezione da parte delle vittime della repressione di un aggravarsi dell’iniquità sociale, foriera di benzina per future possibili rivolte.
Non è difficile trovare in rete chi auspica un ritorno alla pena di morte oppure, con atteggiamento “responsabile”, si limita ai lavori forzati, come se questa sorta di contrappasso (non lavori e sei un parassita quindi ti condanno a lavori massacranti) potesse educare ragazzi, a volte di soli dieci anni, al valore del lavoro e potesse far loro comprendere lo sbaglio perpetrato durante i saccheggi.
Questa crisi è figlia di atteggiamenti irresponsabili ed ideologie liberiste che, nei fatti, non hanno portato nulla di positivo. Per decenni i governi hanno taciuto in maniera complice ed interessata lasciando che il mercato potesse agire indisturbato, creando debito per autoalimentarsi e perpetrare un sistema criminale di gestione della finanza. La bolla è scoppiata nel 2008 ma gli Stati hanno coperto per anni i buchi delle banche sostenendo quanto fosse indispensabile per non far crollare il sistema. Ebbene il sistema è crollato. Il capitalismo come lo conosciamo è fallito, ha creato iniquità povertà e disperazione per grandi fette di popolazione arricchendo al contempo una piccola parte di cittadini.
Non può esiste una società civile nella quale si continuino a perpetrare ingiustizie ed al contempo si speri nella pace, mantenendola con la forza. In Italia siamo al commissariamento da parte della BCE e il governo latita mentre rischiamo il fallimento: speriamo non si giunga ad un “Autunno italiano”.
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ORDIGNO AL COMANDO DEI VIGILI

Un ordigno artigianale, composto da polvere da sparo e benzina è stato fatto scoppiare davanti al comando della polizia locale, in via Buozzia Paderno Dugnano (Mi).

Milano:Coppie di fatto, pronto il piano

Oggetto: «Riconoscimento delle unioni civili. Approvazione regolamento». La delibera è pronta e la prossima settimana verrà depositata in consiglio comunale.

LA UNO BIANCA 20 anni dopo

Pregi e difetti della giustizia italiana: colpevoli in libertà ed innocenti in carcere
– il caso della banda della Uno bianca -
Ieri ricorreva il ventennale della strage del PilastroIl 4 gennaio 1991 3 giovani carabinieri vennero uccisi mentre prestavano servizio a bordo di una volante

Crisi economica?

Il vero disastro, ancor più di quello economico, sono le innumerevoli voci che su internet, più che attraverso altri media, [...]